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Innovazione digitale al servizio della salute pubblica


In occasione della 51ma Giornata Mondiale della Salute, l’Agenzia Mondiale della Sanità lancia 5 appelli per garantire un miglioramento delle condizioni di tutte le persone nell’anno in cui la pandemia da covid19 non solo ha messo in ginocchio paesi ed economie, ma sta evidenziando la profonda disparità nell’accesso alle cure sia tra i paesi più ricchi e quelli più poveri che all’interno degli stessi paesi, dove le fasce più deboli della popolazione hanno un’aspettativa di vita inferiore rispetto a chi dispone di redditi più elevati.

"La pandemia COVID-19 ha prosperato tra le disuguaglianze nelle nostre società e le lacune nei nostri sistemi sanitari", ha spiegato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'OMS. "È fondamentale che tutti i governi investano nel rafforzamento dei loro servizi sanitari e per rimuovere le barriere che impediscono a così tante persone di utilizzarli, in modo che più persone abbiano la possibilità di vivere una vita sana".

Garantire l'accesso equo alle tecnologie COVID-19 tra e all'interno dei paesi: a partire ovviamente dai vaccini senza tuttavia dimenticare ossigeno medico, test diagnostici, medicinali e dispositivi di protezione individuale.

Investire nell'assistenza sanitaria di base che ancora è un’utopia per la metà della popolazione mondiale. L’OMS invita tutti i governi ad aumentare dell’1% del PIL le risorse destinate all’assistenza sanitaria di base. Investimenti del genere nei paesi a basso e medio reddito potrebbero salvare 60 milioni di vite e aumentare l'aspettativa di vita media di 3,7 anni entro il 2030.

Dare priorità alla salute e alla protezione sociale. Oltre che sulla salute, in tutto il mondo la pandemia sta avendo impatti socioeconomici devastanti con la perdita dei posti di lavoro, l'aumento della povertà, le interruzioni dell'istruzione e, nelle fasce più deboli, minacce alla nutrizione.

Costruire quartieri più sani e inclusivi. In diverse zone del pianeta il sovraffollamento e la presenza di quartieri insicuri e insalubri in cui non sempre è garantito l’accesso all’acqua e a minimi servizi igienici intrappola le popolazioni in una spirale di malattia e insicurezza. L'accesso a alloggi sani, in quartieri sicuri, con adeguate strutture educative e ricreative, è dunque la chiave per raggiungere la salute per tutti.

Rafforzare i dati e i sistemi di informazione sanitaria. Punto finale, ma centrale, dell’agenda dettata dall’OMS aumentare la disponibilità di dati tempestivi e di alta qualità disaggregati per sesso, ricchezza, istruzione, etnia, razza, genere e luogo di residenza. L’agenzia internazionale individua qui la chiave per capire dove esistono le disuguaglianze e affrontarle. Solo il 51% dei paesi ha infatti incluso la disaggregazione dei dati nei rapporti sulle statistiche sanitarie nazionali e questo chiaramente nasconde il fenomeno della disuguaglianza sanitaria.

 

Tuttvia i contributo che la scienza dei dati e la tecnologia possono e devono dare alla salute pubblica non si esaurisce qui, anzi . La crisi da Covid 19 ha mostrato chiaramente la debolezza dei sistemi sanitari nazionali, anche di quelli dei paesi tecnologicamente ed economicamente più avanzati, che si sono dimostrati inefficienti e impreparati ad affrontare la rapidità di propagazione del virus.

D’altra parte la pandemia ha accelerato la costruzione di un ecosistema funzionale allo sviluppo del processo di innovazione in ambito sanitario, portando alla progettazione di soluzioni che si propongono di rendere il sistema sanitario più agile, efficiente e di conseguenza anche più equo e accessibile.

Questioni fondamentali per il futuro della salute pubblica su cui l’Europa investirà pesantemente nei prossimi anni, ad esempio con il programma EU4Health che mette a disposizione 5,1 miliardi di euro per rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e promuovere l’innovazione medica e la trasformazione digitale. A gestire questi investimenti l’HaDEA, Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale che sarà responsabile dell’attuazione, oltre che di EU4Health, anche di strumenti come il programma Digital Europe e parti del programma di ricerca e innovazione Horizon Europe.

L’agenzia gestirà circa 20 miliardi di euro nei prossimi sette anni e lavorerà con i beneficiari e i contraenti per realizzare progetti che aiuteranno l’Europa a uscire più forte dalla crisi COVID-19 e ad andare avanti con fiducia. – ha ricordato nel suo messaggio di benvenuto il direttore ad interim Matthew Hudson -  HaDEA fa parte del futuro, siamo determinati a svolgere un ruolo molto costruttivo e non vediamo l’ora di una cooperazione costruttiva con tutti i nostri interlocutori e beneficiari“.

 

immagine jannoon028/freepik: https://it.freepik.com/foto-gratuito/medico-con-tavoletta-in-mano_978248.htm